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Meteo, Clima e Biosfera in provincia di Teramo

Testimonianze storiche sul Clima della Provincia di Teramo prima del 1850

Sulla Temperatura:
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Ad onta della sua bassa topografica posizione si rende il soggiorno di Teramo uno dei più salubri degli Abruzzi, per la sua constanza di temperatura, e pel suo umido mitigato dalle correnti aeree.
In Atri, la temperatura media diurna è variabilissima. Spesso nel giorno vi sono 20 diverse mutazioni di temperatura a cielo sereno e tranquillo. Ignoro donde possa dipendere questa anomalia.

Sul Gelo:
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Il gelo è leggiero in Teramo. Fortissimo in Atri, dove lunghi coni di gelo pendono per più giorni dalle grondaie. Il disgelo è più sollecito in Teramo. Più tardivo in Atri ed in Penne, Colonnella, Castellalto, ecc
In Atri, vi si sente nel verno egual freddo di Aquila, per la posizione alta e non riparata dai venti; ma questo freddo è passeggeri in Atri, persistente in Aquila
Intanto abbiam motivo di gratularci vivere in questi tempi meglio che negli antichi. Era in quelli per verità il nostro clima più rigido, e lo stesso Orazio (Lib.3.Od.) rammenta con orrore i freddi Sulmontini – Pelignis caream frigoribus-“
Il verno del 1709 fu tanto rigido che le acque delle sponde adriatiche abruzzesi, e tutti i nostri fiumi, e lo stesso lago Fucino, agghiadarono in modo, e tanto profondo fu il ghiaccio, che la maggior parte de’ pesci o morti o intermentiti ne rimasero
ed il freddo mortifero della primavera del 1741, e de’ verni del 1798 e 1799
Gl’inverni poi del 1812, 1813, 1816, 1817, 1820, 1821, 1829, 1830 e del cadente anno 1835 sono stati sopra ogni modo rigidi in Abruzzo e basti dire che anche in Napoli il termometro segnò 4°e 5° sotto dello zero (°R., ndr) in qualche dì del verno del 1835“

Sulla Neve:
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La neve poco alligna (rimane) in Teramo. In Atri nel 1829 e 1830 nel verno fioccò circa all’altezza di quattro palmi (106 cm.circa) e lungo tempo vi persistette. In generale ne cade molta nelle falde orientali del Montecorno, e nelle colline subappennine al nord-ovest e sud-ovest di Teramo.

Sul Caldo:
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Nell’Agosto e Luglio del 1825 il termometro segnò in Nereto sino a 31,5 gradi (31,5°R=39,4°C, ndr) in qualche giorno; ed in qualche altro sino al calor febbrile (32°R=40°C?)

Sulle Piogge:
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E le smisurate piogge del 1740, 1742, 1776 in autunno“
La pioggia è incostante e spesso abbondante in Teramo, Atri, Penne e loro adiacenze; ma il termine medio delle acque annuali, non eccede i 38 pollici (1029 mm.) sebbene in Silvi sorpassi i 40 pollici (1082 mm.)

Sugli Straripamenti:
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La primavera del 1827 fu così piovosa ed irregolare, che le maree sospinsero indietro le acque del Tronto, del Salino, del Vomano, della Pescara, donde i dilagamenti, e le alluvioni degli adiacenti terreni, i scoscendimenti, le frane de’ terreni, e sino il rovescio delle rocce e delle montagne de’ Castelli (M.Camicia – Gravone - M.Tremoggia, ndr).
Succedono talvolta dei disgeli così rapidi in provincia di Teramo, dopo grandi nevi e dopo freddo continuato a lungo allorchè spirano per più giorni de’venti caldi meridionali sul finire d’Aprile, che le masse nevose e i geli de’monti passando allo stato liquido, né potendo penetrare nella terra tuttora in parte gelata, né l’acqua potendosi evaporare per mancanza di calore necessario, producono terribili straripamenti“

Sull’Umidità:
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In Teramo gli umidi vapori si condensano circa le ore 24, e durano a ricadere sulla terra sin presso ad un ora di notte
In Penne l’umidità è notabile, comechè circondata da monti e valli e dalle acque del Tavo e di altri fossi
L’umidità di Nereto sorpassa quella di Teramo. Infatti Nereto è al di sopradel livello del mare 550 piedi parigini circa (m.178,66); più al basso dunque di Teramo In Nereto vi è umido in tutta la notte. La sua bassa posizione, il mare ed i ristagni del vicino torrente Vibrata, che nei giorni estivi si evaporizzano, e la poca ventilazione forniscono questa abbondante umidità. Perciò i ristagni bronchiali vi sono più frequenti che in Teramo

Sulla Grandine:
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Non v’è quasi paese della provincia che non sia soggetto a ricevere tale flagello, che si prepara per lo più sulle vette del Montecorno e delle sue dipendenze appenniniche, o sul monte dei Fiori di Ascoli che ne è anche attinenza. E quando i temporali si formano sul dorso del monte de’Fiori, allora l’osservazione costante ha rilevato che i terreni di Canzano, Notaresco, Bellante, Sant’Omero, Civitella, sono i più minacciati dal deplorabile flagello. Se preparansi verso Sijella (M.Siella), o verso la montagna dei Castelli, Isola ecc, le terre di Bisenti, Cermignano, Cellino, Basciano ecc ne vanno ad esser vittime.

Sui Fulmini:
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Né vi è paese della provincia che non istia soggetto ai fulmini. In Cellino ed in Atri sono spessi e dannosi. In Colonnella anche a ciel sereno vi è memoria di un tuono terribile con un fulmine, che desolò di notte il campanile
La fortezza di Civitella del Tronto fu, molti anni or sono, colpita dal fulmine e rovesciata ne fu la polveriera e gran parte di que’ baluardi

Sulla Nebbia:
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I mesi in cui le nebbie sono più frequenti in Abruzzo, sono ottobre, novembre e febbraio Le nebbie in Atri sono talora così dense, ed emananti un certo odore e nauseoso di materie empireumatiche che somigliano in parte alle nebbie che ingombrano Londra

Sul Vento:
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I venti che signoreggiano questa provincia sono il maestrale ossia il Nord-Est o Caurus degli antichi, il greco levante, lo scirocco, il libeccio o sud-ovest o garbino, e l’ovest, che nell’estate producono oragani e grandine“
Nel Mediterraneo non vi sono correnti aeree costanti; ma in sulle spiagge dell’Adriatico sono quelle correnti più sensibili e periodiche, come Brocchi ben rimarcò, e come noi veggiamo palpabilmente, per cui le città e villaggi marittimi del Teramano e del Chietino sono molto esposti alle vicissitudini di tali correnti, che per loppiù soffiano da scirocco, da greco levante e da maestro.
Nelle notti dell’estate una leggiera refrigerante brezza spira in Teramo dalla terra verso il mareAtri pure ha tal vento periodico, ma di giorno è così forte, che talora fatale si rende ai meno cauti.
Il vento più forte che possa spirar negli Abruzzi percorre 8 leghe e 16 centesime in un’ora (40 km/h, ndr)
E quello che produce tempesta o grande tempesta nella nostra spiaggia adriatica, percorrer può in un’ora da 17 leghe e 35 centesime (83 km/h, ndr) sino a 22 leghe e 33 centesime (108 km/h, ndr)

Sulla Salubrità:
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Più si abita in luoghi elevati, più la traspirazione degli animali è abbondante per la minor pressione dell’aria, e più lo sviluppo di essi vi è precoce, ma a danno del termine della loro esistenza che rimane accelerato. E queste differenze si osservano in Teramo, ed in Atri ed in Penne. Nella prima città la longevità è ovvia, nelle altre è frequente il raccapricciarsi al veder troncati dalla falce della morte, tra le più immature speranze, floridissimi giovani, o per peripneumonie, o per tifi o per tisi“G. De Nobile, Atti della Reale Società Economica della provincia di Abruzzo Ultra primo, 1856
La vita media in Teramo è di 35 anni, ossia per 7 anni più lunga della vita media generaleProf. F.Palagi , Monografia della Provincia di Teramo: il XIX secolo vol. I capitolo IV, 1890
l’ultimo censimento della popolazione del Regno d’Italia al 31 dicembre 1881 stabilisce che tra le 69 provincie, distribuite secondo la longevità degli abitanti,, quella di Teramo occupa il settimo posto, contandone 48.8 per ogni 1000 al di sopra dei 10 anni. E’ quindi indubitabile che il clima della provincia di Teramo può considerarsi fra i più salubri d’Italia.

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