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Il Fohn Appenninico in Provincia di Teramo il 18 Gennaio 2006

La particolare disposizione orografica della catena montuosa del Gran Sasso, ha favorito, come spesso accade, un'accentuazione dell'intensità del vento di ricaduta generato da forti venti Occidentali sul versante opposto, quello tirrenico. Pertanto, si potrebbe affermare che questo tipo di fenomeno non ancora abbastanza studiato, sia, nella nostra Provincia, molto significativo non solo in condizioni così particolari come quelle verificatesi in questa particolare giornata, ma anche più spesso, considerando che nei mesi autunnali ed invernali le correnti occidentali innescate da basse pressioni atlantiche hanno una frequenza piuttosto elevata.
Le tipiche saccature che riescono a penetrare nel Mediterraneo Centrale generano venti umidi e perpendicolari ai corpi montuosi che ad un altezza già di 800-1000 m. offrono un valido ostacolo; pertanto, la compressione sul lato sottovento (versante Teramano del Gran Sasso con una altitudine media di circa 2400 m. del crinale) produce un riscaldamento del vento di ricaduta lungo i pendii. Quanto più la saccatura atlantica risulta profonda, quanto più sul lato sottovento i fenomeni sopradescritti risulteranno intensi. Chiaramente il riscaldamento favorisce una minor umidità relativa dell'aria creando così l'effetto "fohn". Le precipitazioni, inoltre, rimangono confinate al lato tirrenico dato che gli ammassi nuvolosi, a differenza del vento, non riescono a superare la barriera naturale costituita dai rilievi.
Pertanto, si può concludere che le perturbazioni atlantiche, apportatrici prioritarie di precipitazioni sul Terrirorio Italiano, hanno invece scarso rilievo fenomenologico nella nostra provincia, che spesso si trova ad affrontare invece una condizione inversa, particolarmente secca, dovuta al connubio di fattori "deumidificazione da riscaldamento" e "deumidificazione da ventilazione".
Una panoramica verso il Gran Sasso effettuata il 18 Gennaio 2006:


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In quota è visibile la nuvolosità consistente che è riuscita a scavalcare la barriera orografica ma non capace di arrecare precipitazioni. A ridosso del Gran Sasso, a sinistra, si vedono le nuvole che cercano di scavalcare il versante spinte dal vento di ricaduta. Nella zona dell'alto Vomano si nota uno sconfinamento maggiore della nuvolosità con precipitazioni in atto, dovuto alla bassa altitudine della zona di contatto tra le due maggiori catene montuose della Provincia, Gran Sasso e Monti della Laga. Nel frattempo in tutto il territorio da cui è stata scattata la foto (versante Teramano, Adriatico, da Castellalto) imperversano raffiche piùttosto forti, approssimativamente fino agli 70-80 km/h ed umidità relativa intorno al 45 %.

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